MarchEU, la rivista che racconta le Marche e l’Europa. Santori: Focus sull’agricoltura, spazio al credito e alla visione strategica dell’Istao

“L’Europa è la nostra vera vicina. Non dobbiamo pensare solo all’Emilia Romagna, all’Umbria e all’Abruzzo quando programmiamo le azioni per lo sviluppo delle Marche. Perché è proprio da Bruxelles che arrivano risorse e anche indicazioni, più o meno condivisibili.

Per questo riteniamo che sia fondamentale approfondire temi, dialogare sulle questioni, cercare i migliori percorsi” sottolinea Andrea Santori, presidente della Svem, Società Sviluppo Europa Marche, presentando il secondo numero della rivista MarchEU.

All’interno della rivista diretta da Monica Mancini Cilla, consigliera Svem, due articoli sull’attività della Regione in Europa, inclusa la due giorni della commissione Sedec del comitato delle Regioni ospitata ad Ancona.

Poi, dopo la riflessione del presidente di Camera Marche Gino Sabatini sulla macroregione Adriatico Ionica, un focus sul credito affidato all’assessore regionale Brandoni con i dati aggiornati del Fondo Nuovo Credito, strumento regionale per agevolare le imprese nei rapporti con le banche.

Parte centrale è dedicata all’agricoltura. “Le Marche possono contare su un settore che costituisce da sempre un asset strategico regionale, grazie a produzioni di eccellenza che danno al territorio identità e che si distinguono per qualità, innovazione, sostenibilità e biologico.

Ci sono azioni regionali e altre statali, come spiega l’onorevole Mirco Carloni che preside la commissione Agricoltura della camera.

Alla presidente della Coldiretti Marche Gardoni il compito di analizzare la situazione attuale in cui 1500 aziende sono guidate da under 35”, aggiunge Santori.

A questo si aggiunge la riflessione di Mario Baldassarri, presidente dell’Istao, con le sue cinque mosse per accompagnare le Marche in un 21esimo secolo da protagoniste.

Infine, la voce dei territori con l’intervista al presidente di Upi Marche, Giuseppe Paolini.

“Se i vari livelli collaborano e ascoltano la base imprenditoriale e sociale, le ingenti risorse europee e regionali a disposizione non si perdono, anzi. Come ha insegnato Next Appennino, con progetti nati sulle esigenze dei territori e per questo vincenti. Siamo entrati nel nuovo settennato, i bandi in uscita sono continui, per questo è fondamentale farsi trovare pronti con progetti che siano pubblici o privati conclude
Santori.

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