NewsNews n. 3: SVIM per il territorio_ Aggiornamenti periodici dal Mondo e dall’Europa

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African Continental Free Trade Area in vigore dal 1°gennaio 2021
In vigore dal 1°gennaio 2021, l afCFTA (African Continental Free Trade Area), rappresenta l area di libero scambio più grande mai istituita al mondo dalla nascita dell Organizzazione Mondiale del Commercio, per numero di Paesi coinvolti, estensione geografica, popolazione ed impatto economico. L’accordo, fortemente sostenuto dall UE, potrebbe contribuire a rafforzare la posizione del continente africano nell ambito delle relazioni commerciali globali.

I Paesi firmatari
L Accordo afCFTA (African Continental Free Trade Area), firmato nel marzo 2018 da 44 su 55 membri dell’Unione Africana (UA), è entrato in vigore il 1°gennaio 2021, dopo il lancio della fase operativa che ha avuto luogo il 7 luglio 2019 in occasione del 12° vertice straordinario dei Capi di Stato e di Governo dell’UA, a Niamey, in Niger.
Coinvolgendo 55 stati membri dell Unione Africana e 1,2 miliardi di persone per un PIL complessivo di 3,4 miliardi di dollari, l afCFTA rappresenta l area di libero scambio più estesa dai tempi dell istituzione del WTO. Attualmente le sottoscrizioni sono salite a 54 (tutti i membri dell UA tranne l’Eritrea) e ammonta a 27 il numero delle ratifiche. In extremis hanno aderito anche il Benin e la Nigeria, prima economia africana.

Gli effetti sulle barriere tariffarie per il commercio intra-africano
L accordo si prefigge l obiettivo di creare un mercato unico africano per beni e servizi con libera circolazione di persone e investimenti, espandendo così il commercio intra-continentale, rafforzando la competitività e sostenendo la crescita economica in Africa.
Per arrivare a questo risultato è prevista una graduale abolizione delle barriere tariffarie e non tariffarie e, in particolare, l’eliminazione totale dei dazi (attualmente pari circa al 6%) sul 90% delle merci, in un lasso di tempo tra i 5 e i 10 anni dall entrata in vigore. Ancora da definire quali saranno i prodotti, i servizi e i settori oggetto della liberalizzazione, e in che misura questi godranno del beneficio. L’UNECA (Commissione Economica Africana delle Nazioni Unite) stima che in seguito all Accordo, l’interscambio intra-africano aumenterebbe in 4 anni fino al 52% del totale degli scambi.

La portata dell Accordo sulle relazioni commerciali globali
L’Accordo potrebbe contribuire a rafforzare la posizione del continente africano nell ambito delle relazioni commerciali globali. Data la crisi dei negoziati commerciali multilaterali e della stessa autorità normativa del WTO, sottolinea il CeSPI, il rafforzamento del regionalismo africano può dunque risultare decisivo da un lato, per sviluppare un potere negoziale da far valere nei confronti di importanti partner commerciali (e.g. Unione Europea e Cina) e dall altro, per promuovere economie di scala e catene di valore che possano aiutare le società africane a competere sui mercati internazionali.

Le sfide per il continente africano
La realizzazione di tali benefici, tuttavia, è condizionata al superamento di numerose sfide di carattere politico, giuridico, economico e funzionale. Uno tra i principali fattori che ostacola il pieno sviluppo del Continente, è il deficit infrastrutturale in termini di quantità, qualità, costi e accesso alle infrastrutture.
La pandemia di Covid-19 ha causato la prima recessione degli ultimi 25 anni per l Africa Subsahariana, compromettendo così decenni di progresso economico. Una ripresa inclusiva, coesa e sostenibile dipenderà inevitabilmente dall efficacia dei governi e dei partner del settore privato nell affrontare le priorità del continente: infrastrutture, povertà, digitalizzazione e green economy.

Il sostegno dell UE
L Unione Europea è una forte sostenitrice del processo di integrazione africana. I principali strumenti per la promozione degli scambi commerciali tra l’UE e le regioni africane sono rappresentati dagli «accordi di partenariato economico» (APE). I negoziati di tali accordi commerciali, dopo le difficoltà incontrate nel 2002, sono stati ulteriormente agevolati dall adozione di un regolamento che ha consentito l accesso temporaneo al mercato fino al 2014, termine che è stato poi prorogato.
Infine a settembre 2018, Juncker, l’allora Presidente della Commissione europea, ha lanciato un vero e proprio piano di azione per rafforzare i rapporti commerciali, spingere gli investimenti e creare opportunità di lavoro in Africa, stanziando 50 milioni di euro a sostegno dell’AfCFTA, considerato un pilastro del piano.

Fonti: Nota n. 11 del Servizio Affari Internazionali del Senato della Repubblica Italiana.

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